Italia ancora a secco di medaglie

A CURA DI LORENZO FABIANO

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Ancora a bocca asciutta. E amara, molto amara. Non fosse bastato il quarto posto in discesa di Dominik Paris, il mondiale di Cortina continua a riservare delusioni per i colori azzurri. L’Italia rimane inchiodata a quota zero nel medagliere anche dopo le due combinate alpine.
Quarta Elena Curtoni, bravissima peraltro, nella gara femminile che ha consacrato la grandezza di Mikaela Shiffrin e ha visto Federica Brignone uscire alla terza porta dello slalom, dopo aver chiuso al comando il superG. «Sono partita troppo all’attacco, pensavo non si scivolasse così tanto e ho commesso un errore. Sapevo di giocarmela con le tre migliori slalomiste del circuito che si trovavano molto vicine dopo il supergigante, ho provato a rischiare il tutto per tutto ma probabilmente non è stata la scelta più adatta. Ero un attimo dentro e lo sci mi è scappato via» ha spiegato la detentrice della coppa del mondo.
Sesto titolo mondiale, il primo in supergigante, per la fuoriclasse americana che dopo il bronzo in supergigante in combinata ha impartito una lezione a tutte, imponendosi in scioltezza davanti alla slovacca Petra Vlhova e alla svizzera Michelle Gisin. Eloquente il commento di quest’ultima: «Mikaela ci ha fatto vedere come si fa». Non serve aggiungere altro. Ingoiato il rospo, a quel punto le nostre speranze erano tutte concentrate su Riccardo Tonetti, decimo al termine del superG ma a due decimi da podio.
Chiuso nella seconda manche tra le porte strette il discorso per oro e argento, rispettivamente appannaggio dell’austriaco Marco Schwarz (Austria a tre ori su altrettante gare maschili) e il francese Alexis Pinturault (appena otto centesimi la differenza tra i due), per il bolzanino, quarto due anni fa al mondiale di Åre, le cose si erano messe piuttosto bene grazie all’uscita di scena dello svizzero Luca Aerni e a una prova piena d’impacci dell’altro elvetico Loic Meillard. Un’occasione colossale, che purtroppo il buon Riccardo non ha saputo cogliere. In difficoltà sin dalle prime porte, su una pista ghiacciatissima che pareva di vetro, non ha mai trovato ritmo e fluidità d’azione: a metà tracciato ha compiuto un grave errore che lo ha messo definitivamente fuori dalla corsa al bronzo, andato così al collo di Meillard.
Tonetti lo ritroveremo pista domani nel parallelo maschile; qualifiche al mattino sulla pista Lacedelli alle Cinque Torri e finale al parterre di Rumerlo, alle 14 in contemporanea con la gara femminile. È una gara adrenalinica in cui senza favoriti tutto può succedere. Anche che sulla ruota della fortuna di Cortina esca finalmente l’azzurro.

 

Lorenzo Fabiano

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