Il soccorso del disabile

A CURA DEL DR. SIMONE DI GIORGI

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Negli ultimi 15 anni sulle piste da sci  si è registrata  una  crescente presenza di persone disabili che praticano lo sci. Con una grossa impennata numerica dopo i giochi olimpici invernali di Torino 2006, in molte stazioni sciistiche sono sorte “attrezzature dedicate”, scuole per corsi base e di perfezionamento.
Si tratta di un cospicuo movimento rappresentato da una componente amatoriale  ma anche agonistica. Sotto l’egida della FISIP, i nostri atleti hanno mietuto diverse medaglie nelle ultime edizioni delle paraolimpiadi, e non è raro vedere sulle piste atleti disabili che si allenano nelle varie discipline paraolimpiche.
Questa popolazione è fatta per la maggior parte di sciatori con disabilità motoria dovuta a in genere da paraplegia o a doppia amputazione, che sciano anche da soli con l’ausilio di una slitta montata su un monosci (denominata sitting), oppure che sono in grado di stare in piedi e sciano utilizzando protesi ortopediche e stabilizzatori (bastoncini con al fondo una specie di pattino). Accompagnati invece sempre da  un maestro di sci specializzato nell’assistenza o da un operatore,  vi sono gli  sciatori  con disabilità visiva che sciano seguendo le indicazioni dell’accompagnatore su andatura e traiettorie tramite interfono o gli sciatori con disabilità mentale che sciano con l’utilizzo del sitting guidato da tergo dall’operatore. In questa eterogenea gamma di sciatori disabili ci possiamo trovare di fronte a persone che comunque  mantengono un grado completo di autonomia, ma anche con un buon numero di persone con  livelli di autonomia diversi: ebbene l’esigenza primaria nel caso si tratti di  prestare soccorso ad un disabile è quella di avere notizie sul tipo di disabilità.
Sarebbe dunque molto utile, che il disabile, o la guida fossero in possesso di una scheda, anche solo cartacea, standardizzata con le informazioni utili, immediatamente consultabili. E’ stato proposto a tal riguardo l’utilizzo di tecnologie avanzate, con informazioni caricate su telefonini, o chip leggibili inseriti nell’abbigliamento.

Ciò premesso, non vi sono differenze per quanto riguarda la fase del controllo della sicurezza (mettere gli sci a croce a monte dello sciatore disabile per segnalare la “situazione” e se è necessario chiedere a qualcuno di “avvisare chi sta sopraggiungendo”) mentre nella fase di allarme, è indispensabile informare il soccorso che si tratta di prestare soccorso ad un disabile e farsi guidare dalle domande dell’operatore per fornire un quadro soddisfacente sulla situazione, tenendo conto del fatto che il livello di coscienza del disabile poteva essere non normale ab initio, e che in tutte le parti che in precedenza non erano sensibili, eventuali nuove lesioni potrebbero non essere lamentate dal soggetto.
Per quanto riguarda poi le attività di primo soccorso, è importante, se il disabile è alloggiato nel sitting, bloccarlo efficacemente in modo che non scivoli e coprirlo per contrastare l’ipotermia; sarà poi compito del servizio di soccorso piste provvedere alla  movimentazione nonché all’eventuale estrazioni dal  sitting.

Nel caso sia assolutamente indispensabile  spostare il disabile, tenere conto delle peculiarità che ci possono essere nel muoverlo: farsi spiegare dall’utente (se può) o dalla guida quali siano gli elementi di fragilità e criticità, e quali siano  le modalità migliori per effettuare tali manovre; occorre tenere conto che ad es il  sitting è protettivo  e contenitivo, quindi lo stesso puo’ essere usato come presidio per spostarlo, cercando in tutti i casi di evitare movimenti del capo dell’utente  di iperestensione e estensione.
Qualora lo sciatore disabile non respiri sarà necessario iniziare immediatamente il massaggio cardiaco, estraendolo dalla slitta, con la precauzione di evitare movimenti di flessione ed estensione del capo I soggetti disabili  che non rispondono, o con marcata compromissione del livello di coscienza, ma in cui vi è certezza  che respirino, anche se nel sitting dovrebbero essere messi su un fianco e se possibile vanno effettuate operazioni volte a  liberare la bocca da eventuali secrezioni o corpi estranei Gli sciatori disabili che in seguito ad un malore siano rimasti vigili e responsivi, dovrebbero essere lasciati nella posizione in cui  si trovano attendendo i soccorsi, tranquillizzandoli e aiutandoli  a trovare una miglior posizione per respirare solo nel caso la posizione che hanno  non permetta una buona respirazione; in ogni caso vanno limitati al minimo i movimenti soprattutto del capo. Appena possibile occorre coprire lo sciatore disabile per contrastare l’ipotermia.

 

Dr. Simone Di Giorgi
(Resp.le Soccorso Piste Olimpiadi 2006)

 

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