Gigante femminile: Lara Gut la spunta nel duello con Mikaela Shiffrin

A CURA DI LORENZO FABIANO

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Il 18 febbraio doveva essere la nostra giornata: memorabile quel 18 febbraio del 1992 quando a distanza di poche ore, Alberto tomba e Deborah Compagnoni ci regalarono due ori alle olimpiadi di Albertville. Si sperava la ricorrenza fosse di buon auspicio per il gigante femminile ai mondiali di Cortina. Potendo mettere in pista due calibri come Marta Bassino, poker di vittorie quest’anno in coppa del mondo, e Federica Brignone, pensavamo potesse essere la nostra gara.
Purtroppo, non lo è stata: Marta ha sciato al di sotto dei suoi standard in entrambe le manche chiudendo al tredicesimo posto, mentre Federica è uscita di scena a metà della prima, a conferma che questo non è stato proprio il suo mondiale. Scarica la prima, troppo carica la seconda, in una gara secca come il mondiale dove l’equilibrio delle sensazioni fa tutto. Nella lotta per l’oro, Lara Gut l’ha spuntata per soli due centesimi su Mikaela Shiffrin; terza l’austriaca Katherina Liensberger, che intasca così un’altra medaglia dopo l’oro a ex aequo con Marta Bassino nel parallelo delle discordie (pesanti critiche sono state rivolte al direttore delle gare maschili della Fis).
Dopo il titolo in superG, per la bionda ticinese è la seconda medaglia più preziosa, cui va aggiunto il bronzo in discesa. Seconda medaglia per la fuoriclasse americana, oro in combinata e bronzo in superG, che sabato nello slalom sulla Drusciè slalom può però pareggiare i conti. Oltre alle azzurre, la grande delusa del giorno è la slovacca Petra Vlhova, una delle grandi favorite sin qua all’asciutto. Magra consolazione.

 

Lorenzo Fabiano

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