Come vincere le difficoltà del primo impatto

A CURA DI STEFANIA FARAGLIA

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Voglia di far vivere un’esperienza unica al proprio piccolo, voglia di farlo appassionare ad uno sport e magari immaginarlo già grande, in settimana bianca con i propri amici.
Tanti genitori, animati da questo desiderio, programmano in anticipo la prima lezione di sci dei propri bimbi, cercando di curare tutto nel minimo dettaglio per far vivere ai propri figli nel modo migliore questa straordinaria esperienza.

Per la prima esperienza, la scelta dei genitori ricade prevalentemente sulle maestre di sci e questo probabilmente perché  una ragazza, una donna, per istinto materno può colmare, la mancanza della mamma  nell’ora di lezione;  infatti questo è uno dei primi momenti in cui il bambino si trova ad essere da solo per la prima volta nella sua vita in un ambiente a lui estraneo ed a contatto con un istruttore che agli occhi del bambino è un perfetto estraneo.
Per la mia esperienza di maestra di sci posso affermare che, quando in segreteria mi viene comunicato di avere lezione con un bambino piccolo che non ha mai messo gli sci, scatta in me un meccanismo particolare che mi porta a vivere quei momenti con grande partecipazione e voglia di dare il massimo per favorire l’approccio del bambino allo sci.
Personalmente la prima cosa che faccio quando arrivo dal bambino  che mi aspetta per far lezione, è quella di  stabilire un contatto fisico con lui (anche abbassandomi verso di lui e se serve anche mettendomi in ginocchio) per favorire un contatto empatico.
E’ proprio nei primi momenti che il maestro riesce a capire se il bambino è entusiasta di provare, se è diffidente verso la estranea figura del maestro, se vuole provare ma è timido o impaurito oppure se invece proprio non ne vuol sapere.
Nell’ultimo caso purtroppo, pur provando comunque a svolgere la lezione, se il bambino non mostra entusiasmo, soprattutto quando si tratta di bambini molto piccoli (3 o 4 anni) e magari anche le condizioni meteo non sono molto favorevoli, consiglio sempre ai genitori di non forzare il bambino per evitare che la sua prima esperienza sugli sci diventi negativa ed il bimbo si allontani dalla pratica di questo sport meraviglioso.
Il compito più difficile per maestro e genitore, quando si tratta della prima volta, diventa quello di capire se sia il caso di insistere oppure no quando ci si trova di fronte a bambini al momento poco predisposti in quanto, in alcuni casi, rimandare può decisamente rivelarsi la scelta migliore.
Non dimentichiamoci che per il bambino lo sci è soprattutto gioco e divertimento e se il bambino non mostra entusiasmo vuol dire che con ogni probabilità non è stato fatto tutto il possibile dal maestro e dai genitori per metterlo a suo agio; in questo caso bisogna saper rimandare ed aspettare cercando di capire gli errori che sono stati commessi o più semplicemente quali sono le cose da migliorare; ricordiamoci sempre che l’entusiasmo del bambino e la voglia di sciare sono direttamente dipendenti da ciò che maestro e genitore hanno creato per lui.
Dunque, giusto immaginare la prima volta sugli sci del nostro piccolo, giusto fantasticare ed aspettarci che sia perfetta ma, proprio per questo, maestro e genitore devono allearsi per creare al bambino le condizioni ideali per apprendere i primi passi sulla neve seguendo le inclinazioni del bambino ed essendo pronti ad assecondare tutte le sue esigenze.
Sull’argomento segnalo anche la parte dedicata ai bambini contenuta nel manuale “La Tua Sicurezza sugli sci” scritto da Francesco Persio ed edito da Absolutly Free.

 

Stefania Faraglia

(maestra di sci)

 

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