Sono nato e cresciuto a Cortina, dove ho messo gli sci per la prima volta all’età di due anni sotto la guida e gli insegnamenti di mia madre Adriana Dipol, maestra di sci della Scuola di Sci Cortina.
E’ stato amore a prima vista ed ho subito cominciato a partecipare alle prime competizioni agonistiche con lo Sci Club locale insieme agli altri bambini della mia età.
All’esordio i primi successi nelle gare nazionali giovanili, poi la grande ribalta dello sci internazionale, il palcoscenico della Coppa del Mondo e la prima vittoria nella discesa libera del 16 dicembre 1989 sulla Saslong.
Dalla prima gara nel 1989 all’ultima, nella discesa libera alle Olimpiadi di Torino nel 2006, in oltre 16 anni di intensa attività agonistica, ho conseguito 13 vittorie in Coppa del Mondo.
Tra le esperienze più belle ricordo la vittoria nel Super Gigante il 5.3.2000 in Norvegia, quando sono riuscito ad impormi su Hermann Meier interrompendo il predominio della squadra austriaca, ma la gara che, forse, rispecchia di più la mia indole è stata la discesa nella Streif di Kitzbuhel il 24.1.2004, durante la quale, poco prima del traguardo, mi sono esibito in un’acrobatica “spaccata” in aria alla velocità di 137,6 km/h.
40.000 persone hanno assistito in diretta ad un vero e proprio “show”, assolutamente imprevedibile, che mi ha reso famoso in tutto il mondo pur non avendo io vinto la gara
Le immagini di quell’episodio, infatti, sono state viste e riviste da milioni di spettatori e ancora oggi la gente mi ricorda per quel salto spettacolare.
E pensare che tutto è nato per una scommessa con mio cugino.

La mia storia, però, non è stata solo un susseguirsi di successi sportivi.
Nel 1985 ho perso mia mamma, caduta rovinosamente, mentre sciava, proprio a Cortina, in un canalone il cui nome ora è dedicato alla sua memoria.
Poi, nel 1991, ho avuto un grave incidente automobilistico sulla Milano Torino in seguito al quale sono stato in coma diversi giorni.
Rieducare la mente e ricostruire il fisico dopo l’incidente è stata durissima. Ricordo che dopo due mesi, anche se fisicamente sembrava avessi recuperato, non riuscivo più andare in bicicletta, probabilmente a causa delle conseguenze del colpo alla testa. Quando me ne sono reso conto ho avuto davvero paura di non poter più gareggiare. Alla fine ci ho messo 4 anni a riprendermi del tutto, e sono tornato a vincere nel 1995. Le prime vittorie le ho dedicate a mia mamma che certamente ne sarebbe stata fiera. Lei era come me, adorava la velocità, era una “testa calda”. Era maestra di sci quando ancora, per statuto, le scuole accettavano solo maestri maschi.
Questi due incidenti hanno segnato profondamente la mia vita; in particolare la perdita di mia mamma con la quale ho cominciato a muovere i primi passi sulla neve e con la quale avevo un profondo rapporto.
Sono stati eventi drammatici che hanno contribuito in modo determinante alla formazione del mio carattere, grazie al quale sono riuscito a trovare la forza per superare tutte le difficoltà, continuando ad andare avanti nella vita con coraggio e determinazione.
Senza dubbio la velocità è stata per me una vera passione, e non solo nello sci: quando ho smesso di correre in discesa libera, ho continuato a sentire forte il brivido della velocità nel circuito delle competizioni automobilistiche in cui ho gareggiato dal 2006 al 2011, riuscendo di nuovo a salire sul podio in diverse occasioni.
Ora, proprio perché ho dedicato una vita “ad andare veloce” e proprio perché conosco i rischi che la velocità comporta (sia nello sci che in auto) mi sento in grado ed in dovere di invitare tutti gli sciatori (ed anche gli automobilisti) “ad andare piano”, quando si scia o quando si guida; se proprio esiste una vocazione alla velocità, è allora opportuno cimentarsi sia per gli sciatori che per gli automobilisti, nelle apposite piste riservate e chiuse al pubblico.
Correre sugli sci quanto sulle strade è una leggerezza che si può pagare con la propria vita.
Raccomando a tutti, pertanto, di “andare piano” e credete che questo consiglio dato da me, che ho fatto della velocità “uno stile di vita”, ha veramente un significato particolare.
Parola d’ordine dunque: SICUREZZA.
Per questo sono davvero contento di dare un supporto al mio amico Francesco Persio (maestro di sci e avvocato) in questa campagna di divulgazione delle regole per la sicurezza nelle piste da sci, che ritengo assolutamente necessaria.
Insieme a Francesco ho già partecipato a diverse trasmissioni in tv e radio che hanno suscitato molto interesse tra il pubblico.

Il libro “La Tua Sicurezza sugli sci” scritto da Francesco Persio è quindi un manuale di grande attualità che consiglio vivamente a tutti gli sciatori, perché la conoscenza delle fondamentali regole di comportamento sulle piste è il presupposto indispensabile affinché ognuno possa godersi una “sana” giornata di sci.


