Attacchi dello sci

A CURA DI MARCO SANTONI

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Ai fini della sicurezza l’attacco riveste una funzione fondamentale ed è il risultato  di un’attenta ricerca e del connubio tra sci e scarpone. È’ la risultante dell’interfacciamento tra lo sci, a cui deve permettere la giusta distribuzione elastica e lo scarpone, la cui punta deve inserirsi ottimamente nel puntale e il tacco nella talloniera. Solo così si potrà ottenere una presa di spigolo e un controllo più agevole dello sci in velocità. Gli attacchi presentano valori di sganciamento diversi, misurati in Din. Essi vengono quasi sempre abbinati a piastre  o a sistemi che collegano il puntale alla talloniera per conferire una perfetta integrazione con lo sci, a cui  devono permettergli di flettersi liberamente mantenendo le sue naturali proprietà dinamiche.
Devono inoltre garantire la massima sicurezza in situazione di caduta, sia indietro, sia in avanti che con torsione.
Gli attacchi vanno controllati quasi ogni giorno e la loro taratura dipende dal livello tecnico della persona, dall’età, dal peso e l’altezza e dalla lunghezza della suola dello scarpone.  Questi sono i dati che richiede la norma ISO 11088 per determinare il numero DIN che compare sull’attacco, che non va assolutamente confuso con il solo peso dello sciatore, infatti la scala di taratura è espressa in Newton e DIN è l’acronimo dell’Ente Tedesco che ha semplificato il valore Newton che sarebbe stato troppo lungo ed impossibile da visualizzare nelle finestrelle degli attacchi che sono piccole. E’ importante sapere che la norma ISO prevede che lo scarpone e l’attacco siano nuovi, perché l’usura quasi inevitabile della suola determina un attrito ulteriore sull’attacco che modifica la forza necessaria per sganciare. La norma prevede anche che sciatori di tipo 3 o 3+ (evoluti o agonisti) possano avere regolazioni più dure consapevoli che ciò corrisponde ad un rischio maggiore. E’ quindi facile da comprendere che è necessaria una capacità di autovalutazione delle proprie capacità che lo skiman addetto alla regolazione può non sapere.

 

                Marco Santoni
(Allenatore federale, titolare di Onerace)

 

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