Tutti in pista

A CURA DI MAURO BERNARDI

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Tra i disabili, possiamo trovare diversi livelli di abilità di sciata, come nei normodotati.
Se nei casi standing, (amputati o blind) in pista utilizzano lo stesso tipo di attrezzo dei normodotati e cioè gli sci con i/il bastoncini/o o uno sci singolo con gli stabilizzatori, nel caso dei sitting, la situazione cambia drasticamente.
Il disabile sitting, utilizza un attrezzo o ausilio che normalmente persa dai  18/20 kg (nel caso il disabile autonomo utilizzi un monosci) ai 25/27 kg (nel caso il disabile accompagnato utilizzi un dualski).
Questi attrezzi sono realizzati generalmente da metallo e carbonio, materiali che nel momento che vanno a collidere con una persona, possono creare maggiori danni rispetto alla collisione tra persona e  persona.
Quindi, la supervisione in pista da parte gli enti preposti deve essere obiettiva.
Nel momento in cui un disabile sitting, o l’accompagnatore del disabile non autonomo dimostrano di non saper controllare velocità e direzione del proprio attrezzo, l’autorità preposta deve allontanarli dalle piste.
Questo per proteggere tutti gli utenti in pista, anche i disabili stessi.

Per quanto riguarda gli I. D. Intellectual Disabled  “Disabili Intellettivi e Relazionali”, è sempre consigliato siano accompagnanti da personale Tecnico Specializzato. In Italia la maggior parte delle Scuole Sci di tutte le Regioni, sono dotate di Maestri Specializzati all’insegnamento alle Persone Disabili sia fisiche che mentali.In alternativa, il Personale Volontario o Parente che accompagna tali Persone, si consiglia sia esperto sciatore e con esperienza ad accompagnare Disabili Intellettivi.

 

Mauro Bernardi

(primo maestro di sci disabile in Italia)

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