Sicurezza dei disabili: casco e paraschiena

A CURA DI MAURO BERNARDI

Tra i vari sport, lo sci, in particolare, regala sensazioni uniche a contatto con la natura in paesaggi meravigliosi che solo negli ultimi anni, grazie proprio agli atleti disabili, possono dirsi veramente accessibili a tutti.
Diversi sono gli sciatori disabili che possiamo incontrare sulle piste: alcuni sono in grado di sciare in piedi (“standing”), altri sciano seduti utilizzando apposite attrezzature (“sitting”) altri ancora sono “trasportati” e dunque hanno necessità di un accompagnatore, come pure gli sciatori disabili Intellettivi Relazionali (che chiameremo ID)
Ad eccezione degli ID tutti gli altri sciatori disabili per muoversi sulla neve utilizzano attrezzature particolari: monosci, dualski ed altri ausilii.

Con riferimento alla sicurezza si segnala:
– l’importanza dell’utilizzo del casco per tutti gli sciatori con disabilità.
Infatti la  situazione del disabile, in riferimento ai traumi subiti, richiede l’utilizzo del casco incondizionato e senza limiti di età.
Pertanto in attesa di un auspicabile intervento legislativo che preveda l’obbligatorietà del casco senza limiti di età, è consigliabile indossare un casco omologato, che protegga il disabile, preservandolo da ogni situazione di pericolo.

– l’utilizzo di un paraschiena per garantire una maggiore incolumità dello sciatore: si tratta di un involucro esterno in materiale antiurto che si adatta alla conformazione della schiena, ha un’anima interna rigida che subisce le deformazioni dell’impatto e aumenta la protezione, e un rivestimento interno fatto di materiale tecnico morbido e confortevole.

Si può scegliere tra vari modelli, sia di tipo rigido che flessibile, da indossare a gilet o con le bretelle. L’importante è però che siano della taglia giusta perché devono avere una vestibilità aderente, essere perfettamente allacciati ed evitare che si muovano, per non vanificare il loro scopo di protezione. Anche per garantire il massimo comfort, dato che va indossato dopo il primo strato di abbigliamento tecnico a contatto della pelle, deve avere un’ottima capacità traspirante per evitare accumulo di sudore.

 

Mauro Bernardi

(primo maestro di sci italiano disabile)

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Avv. Francesco Persio
Francesco Persio è nato a Rieti il 25 agosto 1957, titolare dello studio legale fondato nel 1908 con sede in Rieti (Piazza Vittorio Emanuele II n.11) Laureato nel 1981 presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Avvocato cassazionista iscritto all’Albo degli Avvocati di Roma. Esperto giuridico del Governo, componente della Commissione Governativa di Riforma dello Sport; ha scritto per conto del Governo la nuova normativa sulla sicurezza degli sport invernali (D.lgs 40/2021) ricevendo l'encomio del Ministro. Presidente dell'Associazione “Vittime degli incidenti sugli sci” nonché dell'associazione “La Tua sicurezza sugli sci”; ha creato il portale Sciare sicuro che costituisce un valido osservatorio sulla sicurezza degli sciatori. Si occupa da molti anni della sicurezza delle piste da sci; impegnato a divulgare i principi e le regole della sicurezza attraverso trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali; relatore in diversi convegni nazionali, promotore della conferenza stampa sulla sicurezza nelle piste da sci presso la Camera dei Deputati. Conoscitore ed esperto della montagna e dello sci, in gioventù ha svolto attività agonistica partecipando a numerose gare. Nel 1975 è diventato maestro di sci, conseguendo la relativa abilitazione al Passo dello Stelvio (BZ). Ha esercitato l’attività di maestro di sci in Italia, a Bariloche (Argentina), a Valle Nevado (Cile), ad Aspen in Colorado (USA), a St.Moritz (Svizzera). E’ stato componente della Commissione di Esame dei Maestri di sci.